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IL BLOG DI MARIA ALESSANDRA LASSANDRO

COS’È LA MEDICINA ESTETICA? QUAL È IL RUOLO DEL MEDICO ESTETICO?

La medicina estetica nasce in Francia nel 1973, portata in Italia nel 1975 dal Dott. Carlo Alberto Bartoletti, cardiologo, gastroenterologo e geriatra di Roma, che fondò la Società Italiana di Medicina Estetica (SIME).

Successivamente si diffuse in tutto il mondo, arrivando a raggiungere 32 Società Nazionali di Medicina Estetica in paesi europei ed extraeuropei, che fanno parte della Union Internationale de Médicine Esthétique (UIME).

La medicina estetica è una medicina per la qualità di vita. Per la salute, non come assenza di malattia, ma come benessere psicologico, fisico e sociale.

La medicina estetica realizza un programma di medicina sociale, preventiva, curativa e riabilitativa al servizio della collettività, con lo scopo ultimo di costruire e ricostruire l’equilibrio psicofisico

(Bartoletti C.A.: Editoriale. La Medicina Estetica 1,1,1-2, 1977).

DI COSA SI OCCUPA LA MEDICINA ESTETICA?

1 – Trattamento delle disgrazie fisiche e delle alterazioni estetiche costituzionali

2 – Trattamento delle sequele inestetiche delle malattie e degli incidenti traumatici

3 – Prevenzione dell’invecchiamento e della possibile invalidità psicofisica conseguente

4 – Programmi di igiene alimentare, fisica e mentale

(Bartoletti C.A.: Editoriale. La Medicina Estetica 1,1,1-2, 1977)

Possiamo dividere i programmi della medicina estetica in:

  1. Preventivi: igiene comportamentale, cosmetologica, alimentare, fisica
  2. Riabilitativi: terapie correttive

Entrambi i programmi devono essere programmati a seguito di una visita di medicina estetica e di una diagnosi, perché:

NON C’È MEDICINA SENZA DIAGNOSI

Solo a seguito di una visita e di un corretto inquadramento diagnostico è possibile ipotizzare un programma terapeutico di natura preventiva o riabilitativa. Ciò permette di evitare di incorrere in errori grossolani e ridurre il più possibile il rischio di complicanze.

CHI È IL MEDICO ESTETICO?

Spesso si sente in giro parlare di chirurgia estetica o di dermatologia.

Ma il medico estetico non è un chirurgo e non è un dermatologo, e il chirurgo o il dermatologo non sono medici estetici, a meno che non abbiano approfondito la loro specializzazione con percorsi idonei all’approfondimento di questa materia, come ad esempio master quadriennali.

CHE COSA FA IL MEDICO ESTETICO?

È un medico chirurgo, laureato e abilitato alla professione medica. Si occupa delle terapie mediche (non chirurgiche) estetiche con finalità preventive o curative, assumendo il ruolo di “tutore del patrimonio biologico”.

Ma prima di tutto il medico estetico fa una visita al paziente e si avvale di diverse valutazioni cliniche al fine di formulare un’ipotesi diagnostica:

  1. Anamnesi
  2. Esame obiettivo
  3. Valutazioni morfo-funzionali: psicologica, antropoplicometrica, posturale, fisica, angiologica, ematochimica, ecografica dell’ipoderma e check-up cutaneo

A COSA SERVONO TUTTE QUESTE VALUTAZIONI?

1 – Inquadrare il tipo di pelle che ha il paziente (secca, seborroica, normale, sensibile, iperreattiva) e di conseguenza creare la miglior cosmesi da prescrivere al paziente

2 – La presenza di anomalie ecografiche (come la presenza di prodotti impiantati precedentemente al paziente che potrebbero aver creato problemi, oppure la presenza e la gravità della cellulite)

3 – La presenza di particolari anomalie che potrebbero concorrere al quadro clinico, per cui il paziente potrebbe avere necessità di un altro specialista prima di eseguire terapie di medicina estetica, al fine di trattare patologie alla base dell’inestetismo lamentato (ad esempio un angiologo nel caso di pazienti affetti da insufficienza venosa, prima di poter trattare un quadro di cellulite)

4 – Il grado di invecchiamento cutaneo, al fine di identificare il più appropriato percorso terapeutico

Concludendo, per fare una buona medicina estetica è necessario che il medico estetico sia preparato, che visiti il/la paziente e faccia un’attenta valutazione clinico-anamnestica prima di intraprendere programmi terapeutici.