mariaalessandralassandro

IL BLOG DI MARIA ALESSANDRA LASSANDRO

CHE COS’E’ L’ ALLERGOLOGIA? DI COSA SI OCCUPA IL MEDICO ALLERGOLOGO E IMMUNOLOGO?

L’allergologia è la branca della medicina che si occupa delle allergie. In realtà non possiamo ridurre il ruolo dell’allergologo alla mera diagnosi di allergopatie!

Il medico allergologo è anche spesso immunologo, dunque si occupa di una serie di condizioni che configurano il quadro di autoimmunità. Condizioni quali orticaria, dermatiti, patologie respiratorie come l’asma, patologie gastrointestinali, patologie otorinolaringoiatriche di natura autoimmune e/o allergica, sono tutte gestite dall’allergologo.

Ma a cosa ci riferiamo nello specifico?

Parliamo di patologie con base autoimmune, che configurano il quadro della cosiddetta “atopia”, ovvero una condizione di predisposizione genetica che porta il paziente a sviluppare infiammazioni specifiche, sostanzialmente correlate all’autoimmunità. Queste condizioni hanno spesso la stessa base genetica delle allergie, per cui spesso il paziente affetto da allergia potrebbe andare incontro a una di queste patologie.

Tuttavia questo non sempre è vero perché, sebbene la base genetica sia la medesima, le manifestazioni cliniche sono molto variabili. Spesso è importante il ruolo dell’ambiente esterno a cui l’organismo si espone, nonché la familiarità. Avere familiarità per patologie autoimmuni predispone maggiormente a quello specifico tipo di patologia.

MA DI COSA PARLIAMO NELLO SPECIFICO?

Parliamo di patologie su base atopica: partendo dalla rinite allergica stagionale o perenne, continuando con l’asma bronchiale, la poliposi nasale, le allergie alimentari, per proseguire a livello cutaneo con la dermatite atopica o l’orticaria autoimmune, fino anche alla gastroenterite eosinofila.

Spesso il paziente geneticamente predisposto inizia ad avere i primi sintomi dell’atopia dall’età pediatrica, e inizia a configurarsi quella che si chiama “Marcia Atopica”. Cos’è?

È la progressiva evoluzione delle manifestazioni atopiche nel corso della vita, a partire anche dall’infanzia.

Si comincia con la dermatite atopica nei primi mesi/anni di vita, si iniziano a sviluppare allergie alimentari, seguite da rinite allergica e, in alcuni casi, asma bronchiale o gastroenterite eosinofila.

 

Questi pazienti vanno necessariamente inquadrati e gestiti da un allergologo, poiché l’estensione delle patologie a più sistemi e apparati corporei non potrebbe essere garantita solo da un unico specialista preparato su un solo argomento. L’allergologo abbraccia più branche mediche al fine di garantire al paziente la migliore diagnosi e il miglior percorso terapeutico.

DUNQUE QUANTO SONO UTILI I TEST ALLERGOLOGICI SENZA UNA VISITA ALLERGOLOGICA?

I test allergologici cutanei o ematici vanno eseguiti solo dopo visita allergologica, poiché prima di prescrivere determinati test il paziente va VISITATO e va eseguita una lunga e meticolosa raccolta anamnestica al fine di inquadrare al meglio il paziente. Dopo di ciò è possibile richiedere test cutanei o, a volte, esami sierologici, che tuttavia devono essere sempre prescritti dall’allergologo.

Questo per 3 motivi:

1 – Il primo è che il paziente che fa il test e ha i risultati deve poi capire come muoversi dal punto di vista terapeutico.

2 – Il paziente che ha un particolare sintomo con una particolare sostanza deve essere indirizzato a eseguire un tipo di test specifico, che è diverso da paziente a paziente, ed è necessario anche evitare di spendere soldi per test inutili.

3 – Il paziente allergico per un alimento NON DEVE ESCLUDERE A PRIORI QUELL’ALIMENTO. Questo dipende dal tipo di positività, dal tipo di test eseguito e dal tipo di sintomi.

In ultima analisi, al fine di eseguire i test cutanei (prick test o patch test) è necessario che il medico sia preparato per la diagnosi. Purtroppo devo affermare che nella mia pratica ho visto più volte pazienti venire da me per eseguire test allergologici che avevano già eseguito i test con colleghi non allergologi, i quali avevano diagnosticato una serie di allergie che tuttavia il paziente non aveva.

 

DUNQUE SIAMO ANCORA CONVINTI CHE BASTI APPLICARE DUE GOCCINE O DUE CEROTTI PER TRASFORMARSI IN ALLERGOLOGI?